Storia di un ruscello

giovedì 29 Agosto 2024
ore 19:30

Serra del Grumello

Performance di e con Erica Meucci, musica dal vivo di Glauco Salvo, Compagnia Laagam

Per partecipare all’evento prenotazione obbligatoria
Programma completo della rassegna cliccando qui

Storia di un ruscello è un racconto per immagini, una danza scritta per un’interprete e una pietra. É il primo lavoro da autrice di Erica Meucci.
Il lavoro parla di vulnerabilità come strada per tessere relazioni con ciò che ci circonda. Come scriveva Elisèe Reclus, geografo anarchico, riconoscerci esposti al pericolo e accettare la nostra identità ecologica ci ricolloca al fianco degli altri esseri viventi. C’è bisogno di una forte idea di «non-dominio» per entrare in relazione e lasciarci plasmare dagli ambienti che attraversiamo. Questo racconto intreccia l’idea dell’ecologia sociale di Reclus ad un fatto realmente accaduto, lo smarrimento di un animale nel bosco vicino a casa e il suo ritrovamento nelle acque della cascata.
La performance vede la danzatrice muoversi sulla pietra senza mai poter scendere, trovando in questo limite un corpo che si trasforma, capace di riscrivere le proprie geografie e i propri equilibri. La figura si staglia nel paesaggio, sperimenta la scena come luogo di grande esposizione ma anche come spazio intimo e privilegiato di ascolto di ciò che accade.
Il lavoro è stato presentato a Performing Arts in the park | BAM (MI), festival Danzare a Monte (TN), Festival Terre d’Acqua (MN), sarà al Festival Ecotonalità Como ed è vincitore del bando Life is Live di Smart con Fondazione Cariplo.

Erica Meucci è danzatrice, coreografa e curatrice, si occupa del corpo in relazione agli spazi aperti e in particolare ad ambienti boschivi e selvatici. La sua ricerca si dedica allo sviluppo di pratiche sensoriali e sottili che esplorano il piccolo e l’invisibile, trattando il corpo nel suo essere spoglio come un campo attraversato da forze.
Studia alla Scuola di Teatro Paolo Grassi a Milano con Paola Lattanzi, Ariella Vidach, Michele di Stefano ed Enzo Cosimi; incontra poi Dominique Dupuy, Myriam Gourfink, Kat Vàlastur, Sita Ostheimer, Romeo Castellucci, Claudia Castellucci e Chiara Guidi. Negli ultimi anni si concentra sullo studio del movimento minimo con Giovanni Campo e dello yoga con Francesca Proia, diplomandosi come insegnante.
Ha danzato per Gruppo MK, Effetto Larsen, I Figli di Marla, JA Dupont, Daniel Abreu, Silvana Barbarini, Fattoria Vittadini e Collettivo Baladam B-side; ha collaborato con la sound artist e facilitatrice Deep Listening Diana Lola Posani e con l’artista queer, dj e producer Splendore; i suoi lavori sono stati presentati in festival, teatri, rassegne e gallerie in Italia e all’estero.
In campo curatoriale si dedica al progetto di residenze ORA e la Rassegna Rami d’ORA lavorando al fianco di Francesca Siracusa e Riccardo Olivier vicino a Sondrio, ai margini del Parco delle Orobie Valtellinesi.

Glauco Salvo è un musicista e sound artist italiano attivo nella scena indipendente e sperimentale. La sua ricerca si concentra sull’esplorazione della musica folk, rock e sperimentale, utilizzando strumenti a corda, elettronica e tecniche di registrazione. Suona come solista, nella band alternative-folk Comaneci, e in duo con Giovanni Lami, oltre a lavorare nel sound design per la danza contemporanea. La sua carriera è caratterizzata da numerose collaborazioni con artisti di rilievo come Marco Parente e il gruppo Amycanbe. Dal 2016, in compagnia di Enrico Malatesta e Giovanni Lami, è membro di MU, un collettivo che promuove concerti, attività didattiche e pratiche di ascolto non convenzionali e innovative.

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