Siamo paesaggio – attraversamenti dell’intorno aperto

venerdì 22 Maggio 2026
ore 18:15

Ritrovo all’Hortus Plinii
Passeggiata eco-antropologica aperta a tutti
a cura di Debora Zamboni e Andrea Nichetti, antropologi, Università di Milano Bicocca

Ricerca condivisa eco-antropologica attraversando assieme il Parco di Villa del Grumello per scovare tracce e stratificazioni di segni tattili, olfattivi, grafici, cromatici e prossemici.
Il paesaggio, inteso come spazio aperto in continuo divenire, è un luogo materiale vivo, un processo di ininterrotte connessioni animali, vegetali e minerali.
L’ambiente naturalistico “circoscritto e attraversato” è l’elemento di indagine di partenza per una raccolta etnografica che consente una percezione profonda del paesaggio.
La pratica dell’attraversamento, esercizio materiale e liminale che consente all’umano di compartecipare alla raccolta e alla mobilità di detriti biologici e culturali sul campo, conferisce identità formale all’ambiente ecologico.

A partire da una serie di domande guida sul paesaggio e sulle relazioni ambientali ed ecologiche, i partecipanti saranno invitati ad esplorare il Parco di Villa del Grumello tramite una passeggiata eco-antropologica.
Il paesaggio, inteso come spazio aperto in continuo divenire, è un luogo materiale vivo, un processo di ininterrotte connessioni. La pratica dell’attraversamento, esercizio materiale e liminale che consente all’umano di compartecipare alla raccolta e alla mobilità di detriti biologici e culturali sul campo, conferisce identità formale all’ambiente ecologico.

Suoni, colori, odori, segni, impressioni e percezioni diventeranno tracce e stratificazioni da cogliere, raccogliere e condividere, per leggere il paesaggio come una trama viva di presenze materiali e immateriali.
Un’esperienza di attraversamento, sosta, confronto e riflessione per riconoscersi parte attiva e sedimentata del paesaggio.
Noi stessi siamo paesaggio.

Evento gratuito con prenotazione necessaria

È docente di Disegno e Storia dell’Arte in una secondaria del lodigiano, si occupa soprattutto di disegno botanico e naturalistico, di arte concettuale di tipo grafico/pittorico secondo tecniche orientali. Nell’ultimo decennio ha esposto e partecipato a mostre individuali e collettive tra Milano e Bergamo, e sul Lago Maggiore. Ha pubblicato come illustratrice per l’infanzia. Organizza anche corsi di disegno e di grafica per adulti.
Da tre anni è co-fondatrice del gruppo etnografico Osservatorio di Ecologia Urbana: il gruppo di lavoro di antropologia etnografica eco-urbana, da anni partecipa attivamente agli eventi di AnthroDay Torino-Milano (più Roma, solo da quest’anno).
Si specializza nella lettura del paesaggio – entità ambientale attraversata, condivisa e stratificata in termini ecologici – e nel linguaggio prossemico tra umano (e animale non umano) e l’ambiente lagunare, gli ambienti anfibi e fluviali.
Teorizza l’idea dell’”intorno” come spazio abitato e interconnesso che, in antropologia, si può tradurre secondo una nuova teoria di prossemica – non più solo tra individui umani -, ovvero un nuovo modello di linguaggio prossemico di tipo ecologico.

Si interessa di cibo ed ecologia attraverso lo studio delle tradizioni popolari, fino alla pubblicazione nel 2022 del volume “Le fiabe delle stalle”, una raccolta di racconti e riflessioni sulla cultura popolare del territorio cremasco.
Nel 2024 è fra gli iniziatori dell’Osservatorio Etnografico di Ecologie Urbane, un gruppo di lavoro indipendente che conduce osservazioni multidisciplinari in diversi spazi densi di interrelazioni fra urbano e selvatico.

Nell’ambito del progetto pluriennale Ecotonalità. Humanities con il contributo di Fondazione Cariplo

Non è possibile prenotare per questo evento. Evento al completo.

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