Atlantique

domenica 29 Giugno 2025
dalle 19.00

dalle 19.00
Aperitivo a cura di Pris Food&events

ore 19.30
Cortometraggi
Outer space di Peter Tscherkassky
I dimenticati di Vittorio De Seta
The Present di Farah Nabulsi
Trade tattoo di Len Lye
Filmstudie di Hans Richter
Meditation di Jordan Belson

ore 21.30
Proiezione cinematografica
Lungometraggio
Atlantique
di Mati Diop
in lingua originale con sottotitoli in italiano

Schede film

“Outer Space” (1999) è un cortometraggio sperimentale di Peter Tscherkassky, costruito a partire da frammenti del film horror The Entity (1981), con Barbara Hershey. Tscherkassky smonta e riassembla il materiale originale in un vertiginoso montaggio analogico, trasformando il film di partenza in una visione allucinata e destabilizzante. L’ingresso notturno della protagonista in una casa si trasforma in un incubo audiovisivo: i suoni naturali si deformano, la pellicola esplode in flash, tremolii e strappi, le immagini si moltiplicano, si sovrappongono e si disintegrano.

Peter Tscherkassky è un regista e cineasta austriaco, conosciuto per la sua ricerca nel campo del cinema sperimentale. Il suo lavoro è caratterizzato da un approccio innovativo alla pellicola, usando tecniche di manipolazione fisica e montaggio per esplorare il linguaggio visivo del cinema. Tra le sue opere più celebri ci sono “Outer Space” (1999) e “Instructional Film” (1996), in cui le immagini vengono scomposte e alterate per sfidare la percezione dello spettatore.

“I dimenticati” (1959) è un cortometraggio diretto da Vittorio De Seta, ambientato ad Alessandria del Carretto, un remoto borgo calabrese ancora privo di collegamenti stradali. Qui, la vita della comunità si svela in piccoli gesti quotidiani, fino a culminare nella celebrazione della pita, un antico rito arboreo legato al culto di Sant’Alessandro, in cui un grande abete viene issato in piazza tra musiche, canti e vino. Con uno sguardo intimo e potente, De Seta restituisce la dignità di un mondo contadino sospeso tra isolamento e resistenza, costruendo un’opera che è insieme testimonianza etnografica e gesto poetico.

Vittorio De Seta è un regista e sceneggiatore italiano, attivo dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino agli inizi degli anni duemila. Considerato il padre del cinema documentario italiano, i documentari che realizza negli anni 1950, ambientati prevalentemente in Sicilia e Sardegna, descrivono con potente espressività i modi di vivere del proletariato meridionale. Tra questi, il documentario “Isola di fuoco”, ambientato nelle isole Eolie, viene premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955.

The Present” (2020) è un cortometraggio diretto dalla regista palestinese Farah Nabulsi. Ambientato nella Palestina occupata, segue Yusef e Yasmine, un padre e sua figlia, in un semplice gesto quotidiano: acquistare un frigorifero. Ma in uno spazio frammentato da checkpoint, cancelli e muri, ogni atto ordinario si trasforma in un’impresa estenuante, dove il tempo si dilata, i movimenti si inceppano e l’attesa diventa una forma di prigionia. In un regime sostenuto da strutture rigide e iper-regolamentate, la violenza si manifesta in modo casuale e imprevedibile, rendendo ogni attraversamento, ogni gesto quotidiano, una prova di resistenza psicologica dove le relazioni umane devono ritagliarsi uno spazio tra controlli ossessivi e umiliazioni silenziose.

Farah Nabulsi è una regista, sceneggiatrice e attivista per i diritti umani di origine palestinese. Nabulsi mette in luce le contraddizioni e le disumanità dell’occupazione israeliana, concentrandosi su ciò che rimane ai margini del racconto mediatico: la fatica dell’esistere, l’assurdità del quotidiano, la dignità nella resistenza silenziosa. Con The Present (2020), il suo esordio alla regia, ha ottenuto una candidatura agli Oscar e il BAFTA per il miglior cortometraggio.

“Trade Tattoo” (1937) è un cortometraggio sperimentale diretto da Len Lye. Realizzato con la tecnica della pittura diretta sulla pellicola e arricchito da materiali d’archivio della GPO Film Unit, il film fonde figure astratte, colori vibranti e frammenti documentari in un montaggio travolgente. Accompagnato da una colonna sonora jazz sincopata, il film trasforma la routine del lavoro quotidiano – fabbriche, treni, porti, gesti operai – in una danza visiva. Il ritmo frenetico e la perfetta sincronizzazione tra suono e immagine restituiscono l’energia del moderno, celebrando il movimento come linguaggio espressivo autonomo.

Len Lye è un pioniere del cinema sperimentale e un artista neozelandese, famoso per aver sviluppato un metodo di animazione in cui dipinge direttamente sulla pellicola cinematografica, creando effetti visivi astratti e dinamici. Tra i suoi lavori più noti ci sono “A Colour Box” (1935) e “Trade Tattoo” (1937), esempi paradigmatici della sua capacità di fondere musica, immagini e movimento.

“Filmstudie” (1926) è un cortometraggio d’animazione diretto da Hans Richter. Utilizzando un linguaggio astratto, Richter gioca con il montaggio, il ritmo e l’uso di forme geometriche in movimento per indagare le possibilità artistiche del cinema come mezzo espressivo. La pellicola è composta da sequenze rapide e ‘disordinate’ di immagini, musiche visive che generano un senso di disorientamento e sorpresa, mettendo insieme estetica Dadaista e astrazione.

Hans Richter è uno dei principali registi e artisti del movimento dadaista e una figura centrale nel cinema d’avanguardia. Il suo lavoro si distacca dalle convenzioni narrative tradizionali e si concentra sulla creazione di forme e immagini che sfidano la percezione dello spettatore. Tra i suoi film più noti ci sono “Rhythmic” (1921) e “Filmstudie” (1926), in cui sperimenta con il montaggio, il ritmo e la geometria.

“Meditation” (1959) è un cortometraggio d’animazione underground diretto da Jordan Belson. Il film è un viaggio meditativo che esplora la connessione tra l’immagine, il suono e la percezione umana. Utilizzando effetti visivi astratti e una colonna sonora eterea, Belson crea un’esperienza sensoriale che trascende il racconto narrativo, invitando lo spettatore a entrare in uno stato di riflessione interiore. Le immagini, caratterizzate da forme geometriche fluide e visioni caleidoscopiche, si fondono con la musica per evocare una sensazione di trascendenza spirituale, portando il pubblico a esplorare la dimensione meditativa dell’essere.

Jordan Belson è un regista e artista statunitense, considerato uno dei pionieri del cinema astratto e della “visual music”. I suoi cortometraggi, come Allures (1961) e Samadhi (1967), esplorano la percezione sensoriale, la coscienza e la trascendenza attraverso forme geometriche e colori vibranti. Belson ha sperimentato l’uso di immagini astratte sincronizzate con musica elettronica, creando esperienze visive e sonore immersive. La sua opera ha avuto un impatto duraturo nel cinema sperimentale e nell’arte visiva del XX secolo.

Atlantique” (2019) è il lungometraggio d’esordio della regista franco-senegalese Mati Diop. Ambientato nei sobborghi di Dakar, il film racconta la storia d’amore interrotta tra Ada e Souleiman, separati da un destino che spinge lui a prendere il mare in cerca di un futuro migliore. Il mare, però, non si limita a portare via: restituisce anche presenze misteriose, voci dimenticate, corpi e spiriti che reclamano giustizia. In questo spazio dove il visibile si mescola all’invisibile, Atlantique esplora il tema della migrazione da una prospettiva inedita: quella di chi resta, di chi attende, di chi sogna ancora, nonostante tutto.

Mati Diop è una regista, attrice e sceneggiatrice franco-senegalese. Nata a Parigi da madre francese e padre senegalese, la sua opera si muove tra due mondi, esplorando i confini sfumati tra identità, memoria e diaspora. Dopo una serie di cortometraggi acclamati — tra cui Atlantiques (2009), premiato al Festival di Rotterdam, e prodromo del film del 2019 — Diop si afferma con Atlantique (2019), il suo primo lungometraggio, presentato in concorso al Festival di Cannes, dove vince il prestigioso Grand Prix.

Prenotazioni

A serata, tre modalità di partecipazione con aperitivo incluso:

  • Cortometraggi – euro 12
  • Proiezione cinematografica – euro 12
  • Cortometraggi e proiezione cinematografica – euro18

Prenotazione obbligatoria per tutte le attività

Si ringrazia Circolo Arci Xanadù
Aperitivo a cura di Pris food&events

Accesso al parco solo pedonale.
Parcheggio Serra del Grumello, da via Bignanico, Como

 

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