Prima della pioggia

domenica 15 Giugno 2025
dalle 19.00

dalle 19.00
Aperitivo a cura di Pris Food&events

ore 19.30
Cortometraggi
Meshes of the afternoon di Maya Deren
Lu tempu di li pisci spata di Vittorio De Seta
Mud red di Paolo Ameli
Spook sport di Norman McLaren ed Ellen Bute
Étude cinégraphique sur une arabesque di Germain Dulac
Science friction di Stan VanDerBeek

ore 21.30
Proiezione cinematografica
Lungometraggio
Prima della pioggia
di Milcho Manchevski

Schede film

“Meshes of the afternoon” (1943) è un cortometraggio di Maya Deren. In una Los Angeles deserta e onirica, una donna – interpretata dalla stessa Deren – vaga tra sogno e realtà, intrappolata in un loop di visioni ripetute e simboli perturbanti: una figura incappucciata con uno specchio al posto del volto, una chiave che si trasforma in coltello, un telefono muto. Il film si muove al di fuori di ogni linearità narrativa, costruendo un’esperienza cinematografica che riflette l’inconscio della protagonista. Il tempo si piega, le azioni si ripetono con variazioni minime, i significati si moltiplicano. Tutto si svolge dentro un paesaggio mentale e claustrofobico, dove l’identità si frammenta e la percezione si altera.

Maya Deren, pseudonimo di Eleanora Derenkovskaja è una regista ucraina naturalizzata statunitense, attiva negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Il suo lavoro, caratterizzato da uno stile innovativo e da una forte componente psicologica, esplora temi come l’identità, il sogno e la percezione. Oltre al suo film più celebre, “Meshes of the Afternoon” (1943), Deren ha diretto anche “At Land” (1944) e “Ritual in Transfigured Time” (1946) e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Filmmakers’ Award dal American Film Institute per il suo contributo al cinema d’avanguardia.

“Lu tempu di li pisci spata” (1954) è un cortometraggio documentario diretto da Vittorio De Seta, che racconta la tradizionale pesca del pesce spada nello stretto di Messina. Il film segue le fasi di questa antica pratica, che si svolge tra aprile e agosto, quando il pesce spada si sposta per deporre le uova. Il suono dei remi che solcano l’acqua è accompagnato dal monologo dei pescatori anziani che ricordano i tempi dell’abbondanza. In un’atmosfera di attesa silenziosa, il grido della vedetta, che avvista il pesce a distanza, interrompe il quieto ritmo e segna l’inizio della caccia.

Vittorio De Seta è un regista e sceneggiatore italiano, attivo dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino agli inizi degli anni duemila. Considerato il padre del cinema documentario italiano, i documentari che realizza negli anni 1950, ambientati prevalentemente in Sicilia e Sardegna, descrivono con potente espressività i modi di vivere del proletariato meridionale.  Tra questi, il documentario “Isola di fuoco”, ambientato nelle isole Eolie, viene premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955.

Mud red” (2002) è un cortometraggio di Paolo Ameli. In una pozza di fango, due soldati nemici si ritrovano faccia a faccia, impossibilitati a fuggire e costretti a condividere uno spazio sospeso. Il fango diventa un luogo assoluto, chiuso, dove la paura si dilata fino a trasformarsi in violenza. Il tempo è rallentato, le parole sono poche, i gesti trattenuti. In questa immobilità forzata, lo spettatore è chiamato a condividere l’angoscia dei protagonisti, colto in un clima di crescente paranoia e tensione. Non c’è retorica, né epica: solo il silenzio della guerra e la sua logica spietata. Con la sua capacità di evocare un’intensa emozione, il film ha vinto il David di Donatello nel 2003 come miglior cortometraggio, ex aequo con Racconto di guerra di Mario Amura, e il Globo d’Oro 2003 come miglior cortometraggio.

Paolo Ameli regista e produttore indipendente italiano. Dopo aver lavorato come fotografo free lance per diverse agenzie pubblicitarie, inizia la sua collaborazione con la ‘Mercurio Cinematografica’ come assistente di produzione, produttore e regista. Nel 1996 ha partecipato alla pellicola collettiva ‘Intolerance’ con l’episodio ‘Contro’. È stato anche autore di diversi videoclip musicali, spot pubblicitari e documentari industriali. Con Mud Red (2002) vince il David di Donatello e il Globo d’Oro.

Spook sport” (1939) è un cortometraggio d’animazione astratta di Norman McLaren ed Ellen Bute. Ambientato in un cimitero immaginario, il film trasforma la notte in una scena danzante, dove presenze fluttuanti fanno la loro comparsa, mentre gli spiriti si muovono vorticosamente nello spazio al ritmo della Toccata e fuga in re minore di Bach, reinterpretata in chiave moderna. L’animazione astratta, realizzata con la tecnica del direct animation – disegni tracciati direttamente sulla pellicola – dà vita a un mondo notturno in cui il cimitero non è solo scenario, ma organismo pulsante, dove ogni elemento è parte di una coreografia visiva ipnotica.

Norman McLaren è un regista scozzese di film d’animazione. Artista-artigiano per eccellenza, esplorò incessantemente le possibilità tecniche e linguistiche del cinema di animazione, senza tuttavia mai dimenticare l’esigenza morale di stabilire una forte comunicazione con il pubblico. La sua filmografia è caratterizzata da un’incessante ricerca e da un implacabile rigore compositivo. Nel 1953 vince il premio Oscar per il migliore documentario con Neighbours (1952).

Mary Ellen Bute è una regista e animatrice statunitense. Tra le prime cineaste sperimentali donne, è considerata una precorritrice dell’uso di immagini cinematografiche generate elettronicamente. Il suo lavoro unisce arte visiva, musica e tecnologia, anticipando molte delle tecniche dell’animazione astratta e del cinema d’avanguardia. Nel 1965 vince il primo premio al Festival di Cannes con Passages from Finnegans Wake, film in live action ispirato all’opera di James Joyce.

“Étude cinégraphique sur une arabesque” (1929) è un cortometraggio sperimentale di Germaine Dulac. Ispirato alle Arabesques di Claude Debussy, il film si muove come un componimento visivo: una variazione astratta sul tema del movimento, della luce e della forma. In una danza senza narrazione, archi luminosi, riflessi d’acqua, ragnatele, foglie mosse dal vento e gesti umani – un sorriso, un braccio che si tende, una gamba che dondola – si intrecciano in una composizione fluida e ipnotica. Il confine tra corpo e natura si dissolve, mentre l’immagine diventa ritmo, la materia si fa musica.

Germain Dulac è una regista, teorica del cinema e pioniera dell’avanguardia francese. Femminista e socialista, ha concepito il cinema non solo come arte, ma anche come strumento di emancipazione e trasformazione sociale. Tra i suoi lavori più significativi si ricordano inoltre La Souriante Madame Beudet (1922) e La Coquille et le Clergyman (1928), considerato un precursore del cinema surrealista. La sua produzione ha influenzato il cinema d’avanguardia europeo e continua a essere riscoperta e studiata ancora oggi, pur non avendo ricevuto riconoscimenti ufficiali in vita.

“Science friction” (1959) è un cortometraggio animato underground di Stan VanDerBeek. Realizzato con la tecnica del collage, mescola ritagli da riviste e giornali, immagini di corpi muscolari e macchine ipertecnologiche, alternate a brevi sequenze live-action pittoriche e caotiche. In un montaggio frammentato e accelerato, VanDerBeek costruisce una satira visiva sulla società del suo tempo, attraversata da ansie tecnologiche e ossessioni mediatiche. Il passo uno scandisce la danza convulsa di un’umanità intrappolata tra sogni di conquista spaziale e incubi nucleari, in un mondo dove il progresso è una corsa senza direzione.

Stan VanDerBeek è un animatore, regista sperimentale e teorico dell’arte americano, noto per i suoi collage e per l’uso pionieristico del computer come strumento creativo. Dopo la formazione alla Cooper Union e al Black Mountain College, ha realizzato cortometraggi animati come Science Friction (1959) e Breathdeath (1963), opere ironiche e visionarie che fondono collage, animazione e live-action. Le sue opere sono state presentate in importanti festival e musei, tra cui il MoMA di New York, e hanno ricevuto riconoscimenti in contesti internazionali.

Prima della pioggia” (1994) è il primo lungometraggio del regista macedone Milcho Manchevski. Nel cerchio incompiuto descritto dalle vicende i personaggi attraversano tempi e luoghi diversi, dalla Macedonia all’Inghilterra al tempo del conflitto nei Balcani tra macedoni e albanesi. L’errare dei personaggi si intreccia, ma il tempo non districa: le vicende si sospendono in un tempo universale, come a dire che le guerre sono tutte uguali, eppure tutto è radicato, tutto vive in quei luoghi e in quei personaggi, così come nei loro volti. Il film è diviso in 3 parti, 3 personaggi (un monaco, una ragazza e un fotografo), figure e popoli che si scontrano nella drammaticità di un conflitto etnico. Acclamato dalla critica, il film ha vinto il Leone d’oro alla 51ª Mostra del cinema di Venezia, è diventato un’opera di riferimento del cinema europeo post-jugoslavo.

Milcho Manchevski è un regista, produttore e sceneggiatore macedone. È un artista che esplora vari media, dalla fotografia all’arte performativa, ma è al cinema che deve il proprio successo internazionale. Prima della pioggia è stato acclamato dalla critica internazionale, considerato una delle opere cinematografiche più significative dell’Europa post-jugoslava, è stato premiato con il Leone d’Oro al miglior film alla 51ª Mostra del Cinema di Venezia e candidato all’Oscar come miglior film straniero, contribuendo così a portare la cinematografia macedone all’attenzione del mondo.

Prenotazioni

A serata, tre modalità di partecipazione con aperitivo incluso:

  • Cortometraggi – euro 12
  • Proiezione cinematografica – euro 12
  • Cortometraggi e proiezione cinematografica – euro18

Prenotazione obbligatoria per tutte le attività

Si ringrazia Circolo Arci Xanadù
Aperitivo a cura di Pris food&events

Accesso al parco solo pedonale.
Parcheggio Serra del Grumello, da via Bignanico, Como

 

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