Urban interiors: la nuova forma dello spazio pubblico

venerdì 17 Aprile 2026
ore 18:15

Villa del Grumello, Como

Incontro
Urban interiors: la nuova forma dello spazio pubblico
Incontro a cura di Mechrí / Laboratorio di filosofia e cultura
Cristina Bianchetti dialoga con Florinda Cambria

Lo spazio pubblico, le sue forme, gli usi, i valori costituiscono un tema classico degli studi urbani. Tema che ha accompagnato il progetto moderno e che si ripresenta in modi non tradizionali nella città contemporanea abitata da popolazioni plurali, difficilmente riconducibili a un orizzonte o a una storia comune.
Oggetto del dialogo sono le nuove forme dello spazio pubblico nella città contemporanea. Proponiamo di usare il sintagma Urban Interiors, indicando con esso la presenza di spazi eterogenei, cavi, abrasi, frammentari; spazi vissuti come fossero interni, capaci di comunicare una dimensione transitoria protettiva, immunitaria, ripiegata su sé stessa. La dimensione di un guscio. Quella di una soglia che protegge. Urban Interiors sono spazi che non sono in comune con tutti, pur non essendo riservati in alcun modo, generati dalla densità e dalla specificità delle relazioni tra coloro che li frequentano. Permettono il respiro della città, la presa di distanza, una visibilità non indifferenziata. Sono spazi di intimité e di extimité.
L’ipotesi che regge questo dialogo è radicale: sono questi spazi informali, intermittenti e temporanei che permettono di abitare la città. Spazi porosi che si trovano nelle pieghe dei tessuti compatti, ma sono analogamente presenti in quelli sfrangiati delle periferie. Sempre circoscritti, ma capaci di contenere molte storie, il cui non dimenticato archetipo è lo scavo di Les Halles in Touche pas à la femme blanche! (Marco Ferreri, 1974).
È ancora l’annodamento tra spazi e corpi la questione al centro di questo dialogo sullo spazio pubblico nella città contemporanea.

Cristina Bianchetti già Docente di Urbanistica presso il Politecnico di Torino

Architetto, dottore di ricerca in Pianificazione territoriale, ha insegnato Urbanistica a Pescara, Venezia e al Politecnico di Torino, dove è stata Preside Vicario. Si occupa di temi relativi alla critica del progetto urbanistico contemporaneo. Dirige la collana «cp» di Donzelli. Ha coordinato il II Esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR 2011-2014 – Area Architettura) ed è stata presidente del Nucleo di Valutazione dell’Università IUAV di Venezia (2016-2022). Tra le pubblicazioni: Il Novecento è davvero finito. Considerazioni sull’urbanistica (2011); Spazi che contano (2016), Clandestine parentele. La cultura del progetto a fine Novecento (2025).

Florinda Cambria è Docente di Filosofia Teoretica all’Università dell’Insubria e di Filosofia ed Epistemologia alla Scuola di Psicoterapia Comparata di Genova. Dal 2015 coordina le attività di «Mechrí – Laboratorio di filosofia e cultura – APS»,  centro di formazione transdisciplinare con sede a Milano. Dal 2025 è Direttrice responsabile della rivista “Magazzini Mechrí”. La sua ricerca filosofica si concentra sul legame tra arte performativa, corporeità, rappresentazione e dimensione prassica della conoscenza. Tra le sue pubblicazioni principali si segnalano le monografie dedicate ad Antonin Artaud (Far danzare l’anatomia, 2007; Antonin Artaud: il corpo esploso, 2021), e a Jean-Paul Sartre (La materia della storia, 2009; Leggere L’universale singolare di Sartre, 2017).

Biglietti

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